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IL PROTOCOLLO DI KYOTO (kyoto scaccia kyoto ...?)


» 19 anni fa
Amatissima Collega [l'Amore e il suo "aroma" permangono indelebili ...]
e amatissimo collega,
W.B.TIPSY, noto "filosofo" contemporaneo [n.d.r. so' io, vedi Topic "Martignano ...il dopo"] propone un dilemma di non poco momento:
IL PROTOCOLLO DI KYOTO (kyoto scaccia kyoto ...?).

Traggo spunto dal mio (recente) vissuto e dalla "escursione" (scusate il termine ... pomposo ...) di Martignano.

Come ventilavo, si è chiuso un cerchio (ed è "implosa" la mia digitale su di una foto "emblematica", rinvenibile in calce];
all'interno (del cerchio) tre espressioni idiomatiche: "si, l'ho letta la tua pagella", "bella storia, Tipsy" e " Fai tu ...", che vagano -a mo' della particella di sodio dell'acqua "Lete"- in un mare di lacrime (n.d.r.: le mie);
il cerchio è composto da una serie di punti, che altro non sono che i miei (virtuali) baci; baci tuttavia infiniti, ove si consideri che "tra due punti c'è sempre un punto di mezzo" ...).
due tangenti intersecano su di un margine il cerchio, sono due linee rette, due binari del treno, con due direzioni antitetiche.
Potrei (dovrei!) cambiare treno; il problema non è saltare in corsa da un treno all'altro (non avrei tema di saltare ... il salto non sarebbe ...nel buio ...); il problema è altro: il treno "è pieno" e io "ho il bagaglio al seguito".
TUTTAVIA mai dire mai e soprattutto ...mai rassegnarsi! [non vorrei equipararmi a Carlo Tap., definito dai più come "un uomo rassegnato"];
E POI: due rette (n.d.r.: binari) parallale si incontrano all'infinito [per non parlare delle "convergenze parallele" ... (e altri ameni ossimori)].
E INFINE: l'Amore con la "A" maiuscola giammai muore.
Auguro a tutti di "vivere" una esperienza come quella che ho descritto in questo [e in svariati altri ... (basta saper leggere tra le righe ..)] Topic;
non occorre che questo Amore venga consumato, è lui stesso che "ti consuma"; non va confuso con una scop@@a, è "altro": è qcs che ti pervade, che ti inebria, qcs di piacevolmente devastante, che ti spappola lo stomaco ... ; che ti riconcilia con la vita e che ti fa andare " a mille" nella vita stessa ... e in bike ... [peso odierno: kg. 71,7, massa grassa kg. 13,8 (prendi appunti, Ruota ...)];
in una parola, è Amore; e l'Amore con la "A" maiuscola -giova ribadire- giammai muore.

Debbo infine delle scuse al Pinin, il quale mi ha visto andare come un treno ai Ruffi e in macchina - al ritorno - mi ha detto: "t'ho visto andare come non mai" e ha soggiunto "non è che c'hai un'altra?" [tradotto dal Pininese (testo originale: "non è che sc@@i con un'altra?")].
In quell'occasione , mentendo, gli dissi di no e tuttavia egli non mi sembrò del tutto convinto della risposta.

A Carlo Tap. ("uomo rassegnato" e pure "duro di comprendonio") dico: <<l'hai capita ora -capoccione- la metafora del treno?>> [era comparsa in giro x i Topic e Carlo mi chiedeva spiegazioni ...].

Al Pirata: Giulia non c'entra con questa storia (è un "falso scopo");
spara allora le tue granate "ad alzo zero" o, come direbbe Cinziarome: <<spenditi ... e lo saprai>> ; e non aver paura di sbattere la testa al muro, il problema non è tanto cadere, quanto rialzarsi ... (op. testé citata); [n.d.r. i termini "falso scopo" e "alzo zero" sono reminiscenze di "artiglieria"].

A TUTTI CHIEDO: SECONDO VOI, KYOTO SCACCIA KYOTO?
[ieri m'è parso di vedere uno "scaccia-kyoto" all'interno della autovettura del PININ, sul (pardòn, sotto il) sedile anteriore ...]

A "Lei" dico:
Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.
Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.
E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.

[da "Posso scrivere i versi più tristi questa notte", di P. Neruda]

20022

lax » 19 anni fa
come mai stamane sei così malinconico?

» 19 anni fa

come mai stamane sei così malinconico?

"lax"
semmai sono melanconico ...

» 19 anni fa

come mai stamane sei così malinconico?

85eb641926="lax"
semmai sono melanconico ...

"Tipsy"

Reduce dal corso di "dizione e teatro" del lunedì, mi "quoto" facendo mia
una poesia di A. Palazzeschi (appena proposta dai nostri insegnanti), nella quale mi riconosco appieno:

CHI SONO?

Chi sono? Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell'anima mia:
"follia".
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore la tavolozza dell'anima mia:
"malinconia".
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c'è che una nota
nella tastiera dell'anima mia:
"nostalgia".
Son dunque...che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell'anima mia.


[Aldo Palazzeschi, da Poemi, 1909 (il grassetto e il rosso sono da me giustapposti)] )

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