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L'ULTIMO VAGONE DEL TRENO ...


» 19 anni fa
Siamo/siete sicuri di viaggiare sul treno "giusto"?

Perso il treno "giusto":
- meglio aspettarne un altro?
- nel frattempo continuare o meno a viaggiare su quello attuale?

Solo la carto(a)mante di fiducia di Tipsy potrebbe risolvere l'enigma
[Cinziarome, se ci sei (e soprattutto se ci fai), batti un colpo!]

x ingannare l'attesa, propongo una canzone sul tema:
Il Treno
(Riccardo Cocciante) Album: Ancora Insieme (1991)

E il treno corre forte il treno va lontano
e il quadro cambia sempre là  dietro al finestrino
io non ho avuto il tempo di stringere la mano
io non ho avuto il tempo di dire una parola
per asciugare il pianto di una madre che resta sola
per sciogliere quel nodo che mio padre aveva in gola

Ma il treno va lontano il treno porta via
e batte un tempo strano lungo la strada mia
più indietro c'è un bambino col naso che gli cola
poi vengono gli amici dei tempi della scuola
l'amore chiuso al bagno con una mano sola
le canzoni sconce urlate a squarciagola

Ma il treno corre forte e il treno adesso vola
sulle distese immense di ciclamini viola
sulle colline dolci coperte da lenzuola
sopra quei balli tristi coi buchi nella suola
sopra le notti spese in cerca di puttane
sui versi di Pavese sulle promesse vane

Ma il treno corre forte su tutta la mia vita
che passa via veloce che sfugge fra le dita
risento la sua voce si riapre la ferita
la gioventù è passata per non ritornare mai più

Ma il treno va lontano e non si è mai fermato
ma gli occhi di quest' uomo conservano il passato
e adesso vedo i visi di gente sconosciuta
che cerca nei sorrisi la libertà  perduta
la zingara fortuna che scopre le mie carte
che legge nella luna quale sarà  la sorte

Ma il treno corre forte si fermerà  soltanto
quando qualcuno un giorno mi chiamerà  nel vento

na na na na na na na na na .....

» 19 anni fa
Chemin de fer

Da sola lungo i binari
camminavo col cuore in tumulto.
Le traverse erano troppo vicine
o forse troppo lontane tra loro.

Un povero scenario: cespugli
di pini e di querce; al di là 
delle foglie verdi e grigie
vidi il piccolo stagno

dove vive lo sporco eremita,
stendersi come un'antica
lacrima che si tiene strette
di anno in anno lucidamente le ferite.

L'eremita scaricò il suo fucile,
tremò l'albero presso la capanna.
Sullo stagno passò un'increspatura.
La gallinella cominciò a chiocciare.

"L'amore, lo si deve esercitare!"
gridò il vecchio eremita.
Attraverso lo stagno l'eco
cercava, cercava di confermare.

Elisabeth Bishop (1911-1979)

» 19 anni fa
L'ultimo vagone del treno
Da Poblet-Baffi a McEwen-Steegmans, passando per Cipollini-Martinello:
dietro ai successi di un velocista c'è il lavoro della squadra e dell'uomo che gli lancia lo sprint
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http://www.gazzetta.it/Speciali/Tourdefrance/2006/it/Primo_Piano/2006/07_Luglio/08/tiravolata.shtml

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