La mia Vandelli 2012
Tutto incominciò dal desiderio di fare la Vandelli, dopo che ho visto il panorama da Viareggio (ciclo pedalata) e dal post di Succisa, ho visto chi di altri l’anno fatto e cosi al buon Pinin gli son suonati sms, arrivati email, per fare la Vandelli.
Pini si mette in contatto con una persona con le date da scegliere, una volta fatto tutto, si parte a destinazione.
Arriva il giorno della partenza della Vandelli, a Piandelagotti.
Presenti Pinin, Pirata, Fabiosk, kironn, Clodio più i quattro partecipanti dell’altro gruppo.
La mattina della partenza vedo le bike dei nostri e di loro, ho pensato alla mia, misà che i sassi e le pietre le devo prendere con decisione.
Si parte appunto a Piandelagotti per fare la prima tappa ad arrivare a passo Tambura, paesaggi da ammirare, non sembrava vero che il mio sogno si è avverato. La sera prima abbiam fatto la cena (buono quel vino, ma occhio che da alla testa) insieme a Corrado che ci raccontava un po’ la storia e il percorso da fare, pini mi vide che ero contento e mi disse “vedo che sei contentoâ€, gli risposi contesissimo di farla.
La mattina si prepara e si fanno foto con qualche battuta, si percorre per arriva a Castelnuovo di Garfagnana quando arriviamo a Vagli di Sotto uno spettacolo quel lago di Vagli e le Cave con lo sfondo i Monte Tambura da svallicare. Si incomincia a salire alcuni tratti si fanno a piedi a causa delle rovine, ma alcuni passi si posso pedalare vi assicuro che è una goduria pedalare su una costruzione fatta nel 1420 mi son fermato un paio di volte per vedere come diavolo anno incastrato quelle rocce, e vedere la via dove facevano scendere i blocchi di Marmi dalla cava, da far venire i brividi dato che era solo corda e animali che trasportavano i massi.
La discesa mi ha messo a dura prova ma l’equilibrio e stato importante, bellissimo il panorama non è cosa da tutti i giorni. Il Passo Tambura va affrontato determinazione e grinta se non si vuole arrivare sfiancati, perche li le temperature variano sempre. Quando vedi quella Pietra scritta Passo Tambura 1889 m mi ha dato una carica e felicita immensa, Corrado che si complimenta con me per la tenace e pedalata trictrac ora sono un nuovo svandellatore bello ammirare la finestra di Tambura, che spettacolo, ci vorrebbe un giorno per godersi solo quel posto ma ci aspetta il pranzo al rifugio Conti.
Si riparte per affrontare al discesa che porterà al mare ( che si intravede), voi direte è fatta, macchè io ero l’unico che andavo piano per via di quei sassi che mi solbezzava e freni che incominciava a scaldarsi con un po di attenzione e fortuna si è arrivati a fondo valle inizia la strada asfalta che ci porterà a Massa (mare).
Un grazie va a Pininfarina organizzatore della Svandellata, un grazie a Corrado Testi è stato un piacere conoscerlo e i suoi amici del gruppo.
Mi a fatto piacere che son venuti alcuni del nostro gruppo, mi è dispiaciuto molto la caduta di Fabio.
E’ diventata una sfida tra la via stessa e chiunque la percorra.
Queste pietre accompagnano chiunque abbia il desiderio di percorrere un tratto di storia.
W la Vandelli, posso essere orgoglioso di aver svandellato.
2013?? Chissa!
Pirata