Salve a tutti,
in attesa che venga aggiornato il calendario vi allego la scheda di Sabato Prossimo.
Si tratta di una escursione di medio livello come impegno fisico e di nessuna difficoltà tecnica e che quest'anno viene leggermente modificata rispetto alla versione dell'anno scorso.
Prestate quindi attenzione al luogo ed orario dell'appuntamento che differisce da quanto inviato per e-mail.
orroTevere-Castel Fusano
Appuntamento: ore 08:00 Percheggio Stazione Ferroviaria di Casal Bernocchi (via Ostiense altezza Centro Giano)
Partenza giro: ore 8:30
Difficoltà : fisica: MedioFacile (3), tecnica: Facile (2)
Lunghezza percorso: 46 km circa
Dislivello Totale: 200 mt circa
Tempo: 3:30 h (senza conteggiare eventuali soste)
Pranzo al sacco: Si (oppure per lo meno uno snack a metà giro)
Rifornimento acqua: presenza di numerose fontane lungo il percorso
Accompagnatori: Francesco La Volpe tel:3476379624
Casco obbligatorio: si (consigliato l’uso degli occhiali)
Descrizione storico ambientalePer scoprire le attrattive del Litorale, la bicicletta è forse il mezzo più adatto: gli appassionati della natura possono esplorare la splendida pineta di Castel Fusano (il grande parco pubblico di Roma, oltre mille ettari di macchia sempreverde); gli amanti dell’archeologia hanno a disposizione un eccezionale complesso archeologico a poca distanza, gli scavi di Ostia Antica presso il borghetto medioevale e, se non bastasse c’è da visitare la necropoli di Porto a Isola Sacra e i porti imperiali di Claudio e Traiano a Fiumicino);
Castel Fusano: C’era una festa primaverile di pescatori a Castel Fusano come documenta un bellissimo acquerello del secolo XIX di proprietà del principe Chigi.
Il suo avo Sigismondo aveva fatto togliere i poligoni di selce della via Severiana per collegare il casale al mare. (Quei poligoni che poi furono collocati al loro posto quando il Governo acquistò la pineta nel 1932 per donarla al comune di Roma).
Diversi personaggi vi passarono attraversando il bosco che allora si chiamava “Selva Laurentinaâ€: Papa Gelasio in fuga da Porto invasa dai Teutonici di Enrico V, preso sulle spalle dal cardinal Ugone e tratto in salvo ad Ardea; il 25 agosto 1190 anche Riccardo Cuor di Leone re d’Inghilterra, sbarcato ad Ostia per partecipare alla crociata che, percorrendo il bosco, notò che abbondava di cervi, daini e caprioli. (Oggi restano i cinghiali che talvolta s’intravedono grufolare per la pineta e sono particolarmente ghiotti di asfodeli, dal rizoma odoroso sotterraneo).
Nel 1620 la famiglia Sacchetti di Firenze acquistò la tenuta: fallito un primo tentativo di colonizzazione agricola (a causa della malaria) ci provò con l’allevamento del bestiame e specialmente delle bufale per la produzione di latticini e trainare carri agricoli e barrozze, ma anche così andò male. Allora i Sacchetti tentarono con il pino da pinoli, sull’esempio delle pinete marittime toscane e questa volta il tentativo riuscì talmente bene che ne piantarono circa 30.000. Così dalla collaborazione dell’uomo con la natura, nacque un autentico paradiso in cui la macchia mediterranea di lentischi, alaterni e cisti si fonde mirabilmente con i maestosi pini dalla chioma ad ombrello. Castel Fusano diventò un’azienda agricola modello che viveva di caccia dell’industria dei pinoli.
Nel 1714 in località Palombaro, furono scoperti i ruderi ritenuti della Villa di Plinio (oggi si ritiene essere piuttosto dell’oratore Ortensio). I Sacchetti acclimatarono nella tenuta anche alcuni dromedari, adibendoli ai trasporti, ma nel 1755 dovettero vendere ai Chigi il casale con la pineta.
“La speculazione aveva messo gli occhi sull’incantevole località †(scrive A. Munoz ne “Il Parco di Castel Fusano†Roma 1933): nel 1888 una certa società “Laurentina†aveva il progetto di costruire un sobborgo marittimo alberghiero sul Lido di Castel Fusano. L’iniziativa fallì, per fortuna, altrimenti la secolare pineta sarebbe una banale stazione balneare. Con la nascita del Lido di Ostia negli anni Trenta fu abbandonata l’idea di far nascere un grande porto lungo il canale dei Pescatori. Collegata al Lungomare Duilio e alla città dall’asse della Colombo, la sorte della pineta marina di Castel Fusano di diventare il più grande parco pubblico di Roma era deciso. Non altrettanto previsto era l’attuale triste abbandono.
Ostia Antica: Pochi posti al mondo offrono l’emozione di un tuffo nel passato. Fin dall’ingresso rivela l’ordito stradale praticamente intatto, un grande decumano che va verso il mare incrociando una serie di “cardinesâ€. Poi alla “taberna†del pescivendolo, si biforca in due rami descrivendo una grande Y: uno va al Lido, l’altro va a confluire a Tor Boacciana, che forse era il basamento dell’antico faro di Ostia.
Il faro di Ostia e quello di Alessandria pochi sanno che segnavano la rotta più battuta del mediterraneo. Dall’Egitto provenivano tre quarti del fabbisogno di grano di Roma. La grandi navi frumentarie romane, i più grandi bastimenti del mondo antico, spiegavano la vela maestra sulle rive del Nilo, col loro carico di grano, spingendosi verso Occidente, alle rive del Tevere. Sceglievano la stagione estiva, ma non sempre evitavano i venti insidiosi del Mediterraneo. Ne sa qualcosa l’apostolo Paolo, scampato al naufragio su una di queste navi, sulle coste maltesi. Ostia era dunque città pingue di traffici e commerci, come si vede nelle decorazioni musive accanto alla caserma dei vigili dove sono rappresentate in mosaico le quattro province che rifornivano Roma: la Sicilia un “logo†a tre gambe, la Spagna una donna coronata da un ramoscello d’ulivo, l’Egitto una figura maschile con testa di coccodrillo, l’Africa una femminile con proboscide d’elefante. E dietro al grande bacino ellittico del teatro, capace di tremila spettatori, il piazzale delle corporazioni dov’erano le sedi di rappresentanza degli armatori. Basti vedere poi i tanti culti misterici e orientali presenti in questa variopinta città , dediti a Mitra, Cibele, Iside, Serapide, ma che contava anche una forte comunità ebraica con la sua sinagoga, la più antica d’Occidente. Un altro primato che vanta Ostia, ironia della sorte, è la caserma dei vigili del fuoco, la prima al mondo ad essere istituita, che sembra irridere, a pochi passi dalla pineta di Ostia distrutta dal terribile incendio. Consoliamoci col foro, il cardo massimo e gli edifici maggiori della città , il “Capitoliumâ€, la cui mole di mattoni rossastri è particolarmente suggestiva al tramonto, la Basilica giudiziaria, il tempio rotondo. Ma l’umanità di Ostia più viva nelle stradine secondarie dove raramente si addentrano i visitatori, nei vicoli oscuri, tra semplici botteghe, panifici e lavanderie, in qualche frammento di mosaico dei triclini, di pittura che ancora conserva la vivacità del seppia, del porpora, in qualche caso miracolosamente intatta.
(da Roma e Dintorni di Luigi Cherubini edizioni Il LUPO & Co.).
Descrizione generale del percorsoIl percorso, che si svolge fra le sponde del Tevere e la Pineta di Ostia, può essere percorso da chiunque abbia un minimo di allenamento fisico (alla fine avremo percorso poco meno di 50 Km) purché in possesso di una MTB. Esso non presenta alcuna difficoltà a livello tecnico se si fa eccezione del superamento delle vie Ostiense e Via Del Mare su di un cavalcavia pedonale con bici in spalla e alcuni brevi tratti sabbiosi.
Tuttavia occorre attraversare vie di grande traffico come la Cristoforo Colombo pertanto è consigliata la massima prudenza ai semafori.
Si raccomanda infine la massima attenzione a controllare la velocità specie quando si passa nei viali dove l’affluenza dei pedoni (fra cui anziani e bambini), cani e di altri bikers è maggiore.
Descrizione tecnica del percorsoIl percorso si svolge fra la sponda sinistra del Tevere e la Pineta di Ostia. La prima parte del tracciato si svolge lungo i terrapieni di contenimento del Tevere nel tratto che dal Centro Giano e Dragona porta verso la foce sino alla biforcazione al suo estuario dove si svolta a sinistra verso Ostia Antica.
La seconda parte va da Ostia Antica e attraversa la Pineta di Castel Fusano.
Il luogo del ritrovo è il parcheggio della Stazione Ferroviaria di Casal Bernocchi, sulla Via Ostiense dopo Vitinia e Malafede in direzione Ostia. Si parte dalla stazione ferroviaria e attraversata la via Ostiense mediante semaforo a richiesta si percorre il marciapiede della stessa in direzione Roma sino ad arrivare al semaforo del ponte del sottopasso (senso unico alternato) della via del Mare per accedere al centro Giano. Si attraversa tutto il Centro Giano sino all’argine di contenimento del Tevere che percorriamo in direzione Ostia. Dopo pochi chilometri dobbiano lasciare il terrapieno per imboccare Via Monti di San Paolo che percorriamo sino ad incrociare a destra Vicolo Dei Monti di San Paolo e subito a sinistra via Beduschi che percorriamo tutta sino a via di Dragoncello dove seguiamo la piasta ciclabile in direzione Dragona. Uno sterrato sulla destra ci permette di tagliare e raggiungere via Sarnico che percorriamo sino a Via di Dragone angolo Via Sarnico dove aggiriamo il cancello di ferro che immette nella tenuta di Casale Dragona. In fondo al viale si gira a destra, si oltrepassa il Casale e si giunge alla prima idrovora (ora in disuso) . Siamo ora sul terrapieno di contenimento del Tevere e il colpo d’occhio è stupendo, a destra il fiume e a sinistra la riserva del Pantano. Si oltrepassa la biforcazione del Tevere (paesaggio da ammirare) e si arriva alla fine di questa sterrata dopo circa 9 km. Si gira a sinistra, ora su carrabile (Via Gherardo) fino a sbucare su Via Capo due Rami, proprio di fronte al Borgo di Ostia Antica. Si attraversa il Borgo e all’uscita girare a destra (Via Gesualdo) per un single track fino ad arrivare al cavalcavia che permette l’attraversamento della Via del Mare. Si oltrepassa il cavalcavia, bici in spalla, arrivando alla Stazione FS Ostia Antica, girare a sinistra verso il piazzale e prendere il marciapiede direzione Roma. Al semaforo girare a destra su Via di Castelfusano e poi ancora a destra per il Cimitero. Prendere la carrabile che passa in mezzo ai due cimiteri e percorrere tutto lo stradone di circa 1,5 km fino ad arrivare al maneggio Piccolo Ranch. Girare a sinistra fino ad arrivare ad altro maneggio, girare a destra al cancello di ferro entrando nella proprietà di Bindi Pratopronto, percorrere la sterrata principale, immettersi nel viale degli eucalipti, fino a sbucare nuovamente sulla asfaltata di Via di Castelfusano , girare a destra e dopo aver oltrepassato il Canale dei Pescatori si arriva alla Pineta di Ostia-Castelfusano. Dopo aver varcato l’ingresso girare subito a destra su sterrato , percorrerlo tutto finché non si restringe e girare a sinistra, fino a sbucare sulla asfaltata, girare a destra e dopo pochi metri si raggiunge il cancello di ingresso della Pineta lato mare. Oltrepassato il cancello, girare a sinistra costeggiando la ferrovia fino a riprendere asfalto, girare a destra e dopo pochi metri, rientrare su sterrato all’altezza della Tagliafuoco 9, percorrerla tutta fino a raggiungere l’asfaltata Via Villa di Plinio, girare a destra e raggiungere il semaforo della Critoforo Colombo (l’ultimo prima della Rotonda). Prestando moltissima attenzione si oltrepassa la C. Colombo e ci si immette nell’altra parte della pineta. Dopo 100 m si arriva alla Piazzetta, si gira a destra e ci si immette sull’asfaltata Viale di Castelporziano. La si percorre tutta e circa 50 m prima di riprendere la Colombo, si gira verso sinistra ,all’altezza di un segnale di legno, e ci si immette in uno sterrato che entra nella folta macchia, seguendo le indicazioni del Sentiero Natura, bivio a sinistra indicazioni SN, incrocio 4 strade sempre diritto indicazioni SN, fino sbucare in una radura, girare a destra e rimmettersi su asfaltata all’altezza dell’incrocio delle 3 strade. Continuare diritti , superare l’ingresso per la Villa di Plinio (di epoca romana , I e II sec. d. C.) e dopo circa 100 m girare a sinistra ed immettersi in uno sterrato che dopo poche centinaia di metri incontra la Via Severiana (epoca romana), si segue la via Severiana in direzione SUD sino a raggiungere Via Lido di Castel Porziano che imbocchiamo a sinistra in direzione C. Colombo. Subito dopo una ampia curva a sinistra una sterrata sulla nostra destra ci permette di entrare nell’Infernetto ed imboccare via Dobbiaco (sterrata). Qui si prosegue in direzione C Colombo per strade non asfaltate e superata la Colombo si imbocca via Eschilo che percorriamo tutta sino ad arrivare all’AXA dove continuiamo dritti per via Posidippo e,attraversata la via di Acilia (perstare bene attenzione al traffico), si prosegue dritti sino a quando siamo costretti a girare a sinistra e rientrare su Casal Bernocchi da via Scandiano, Via Bedonia e via Padre Antonio Cocchi che prosegue in via Ponte Ladrone e via Di Ponte Candrone sino a tornare al punto di partenza.
PS Durante il percorso alcune varianti permettono di visitare i resti della Villa di Livio (villa romana marittima con il disegno del peristilio ancora leggibile e un mosaico a tessere bianco-nere raffigurante Nettuno circondato da pesci e altre creature del mare), della Villa di Plinio (o più probabilmente di Ortensio), l’antico tracciato della Via Severiana (sentiero in terra battuta riconoscibile per il basolato romano) e dare uno scorcio a Villa Chigi realizzata nel Seicento da Cortona.