Relazione della gita “BALLA COI SIMBRUINIâ€:
Voglio ringraziare tutti i partecipanti al giro, con le condizioni meteo di sabato mattina non avrei scommesso molto sull’arrivo di 9 Pedalandiani e 3 Turbike.
Alle 8.30 ero davanti al centro visita dell’anello, faceva freddo, pioveva e c’era un nebbione che non si vedeva a più di dieci metri, roba da inverno nelle sue peggiori espressioni.
Ci siamo infilati nel bar per la colazione nella speranza che qualcosa potesse cambiare ma alle 9.00 la situazione rimaneva stabile. Sconforto misto a delusione era ciò che ho provavo in quel momento ma il buon umore nonostante tutto era tra noi , che facciamo? Proviamo a fare un tratto giusto per dare un senso all’alzataccia ed al viaggio ormai fatto? Proviamo, ok (non tutti erano d’accordo veramente). Cosi siamo partiti lo stesso, nella nebbia fitta, consapevoli che ci saremo fermati da li a poco.
Miracolosamente arrivati a Campaegli un raggio di sole aveva superato la barriera nebbiosa e ci riscaldava un po’. Contenti e fiduciosi abbiamo proseguito tra sterrate, single trek e tratti liberi nel bosco. Ci sono state un paio di forature che hanno un pò ritardato la marcia, per il resto è andato tutto bene a parte un grosso pericolo a metà del percorso in cui ho rischiato in un sol colpo di perdere l’intero gruppo. In uscita dal bosco verso la valle Maiura ci siamo trovati davanti ad una famiglia con la brace gia pronta per la cottura , si e’ scatenata una pressione concentrica e sinergica di tutto il gruppo fatta di battute ed allusioni che però non hanno fatto breccia nella famigliola, ad un certo punto uno di noi ha detto ad alta voce: “andiamo va, non avete capito che non ci danno niente†e cosi rassegnati abbiamo ripreso il cammino verso il monte Autore.
A quel punto, anche forse un pò per la delusione, il nostro Carlo Gobbi ha deciso di tornare terminando il giro con la discesa su asfalto verso Livata. Il monte Autore per me è una religione, non posso mai arrivare alle Vedute senza salire sulla vetta , è per questo che mi sono inventato una discesa nel fitto del bosco per ritornare a Livata senza rifare la stessa strada(adesso ve lo posso dire!). Qualcuno lo avrebbe volentieri evitato, il tratto finale in effetti è impegnativo. Ma credo di poter raccoglirere un certo consenso sul fatto che la fatica viene in qualche modo ripagata dal bel panorama (prego allegare foto della vetta, grazie). La discesa che segue, nello scorso anno, era decisamente più libera dai rami ( dovrò lamentarmi con i cavalli, ultimamente ci sono passati poco).
Sulla vetta Francesco e Davide di Turbike per problemi di tempo ci salutano e rientrano a Livata per la strada principale. Noi ci siamo buttati giù nel bosco per un vago canalone che diventa dopo un po’, prima sentiero e poi sterrata. La zona è molto selvaggia e l’arrivo alla fine sulla rassicurante e familiare strada di Camposecco ha fatto piacere a tutti. Da qui siamo risaliti per un tratto della valle Maiura per ritrovarci a C.dell’Osso e quindi per una bella sterrata a Livata.
Alla fine qualcuno di noi era un po stanco, anche perchè siamo tutti partiti con acqua e cibo per fare pochi KM convinti di dover tornare presto indietro.
I Simbruini comunque non deludono mai , viva i Simbruini!
Ciao
Alla prossima….
P.S. A presto la traccia sul sito