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Monte Cetona: disavventure di un manipolo di ciclisti.


mariolu » 20 anni fa
Giornata meterelogicamente parlando stupenda: un po’ meno per la nostra amica Patrizia che doveva rinunciare all’escursione già  alla partenza in quanto i manettini del cambio della sua MTB erano completamente bloccati. Se solo avesse immaginato quello che ci sarebbe capitato non si sarebbe disperata come ha fatto.
Partiamo in sette alle ore 10,30, nebbia da Val Padana, freddo polare e si parte in discesa; un nuovo iscritto, Emanuele inizia in canottiera stile Bagliani e dopo pochi metri era già  viola paonazzo.
Inizia la salita. La nostra guida ci rassicura: salita dolce e costante ci sono solo due o tre strappetti….. abbiamo dovuto constatare ben presto che i tre “strappetti” erano in realtà  tre lunghissime ripidissime salite con fondo incoerente di quelle che “il padellino è troppo lungo”.
Alcuni vanno a piedi, altri disperati, pur di non continuare a sentire Filippo che si lamentava della bici trovano la forza di andare avanti restando sui pedali fino alla cima.
Sulla cima del Cetona il panorama è mozzafiato, peccato che noi di fiato non ne avessimo più.
Ripartiamo in discesa su uno splendido singol-trak fino ad una minuscolo gruppo di case dove ci viene offerto caffè e castagne da una gentilissima famiglia con due bellissime e dolcissime ragazze che hanno fatto breccia nei nostri cuori ed in particolare in quello della nostra guida Alessandro, che da quel momento in poi ha palesato indecisioni preoccupanti, chiedeva a chiunque incontrasse indicazioni sul percorso guardava continuamente (di nascosto) una cartina, ma soprattutto pedalava come un dannato quasi non sentisse più la fatica.
Sosta ad una pasticceria di San Casciano dei Bagni con noi tutti molto provati, lamentando che le quattro palle che classificavano il giro erano state ormai ampiamente superate.
La nostra giuda ci rassicura: “siamo quasi arrivati dobbiamo fare solo quella salitella con l’unica difficoltà  di un paio di tornantini” dice indicando davanti a noi una montagna con una strada bianca che al confronto lo Stelvio sembra una collinetta.
Arriviamo finalmente al valico maledicendo i nostri cambi che non si sono inchiodati alla partenza come quello di Patrizia.
Da adesso in poi è tutta discesa sentenzia la nostra guida, dopo aver per l’ennesima volta domandato informazioni a dei contadini.
Ci buttiamo ormai allo stremo ma dopo un paio di km la guida dice di aver sbagliato strada e che dobbiamo ritornare indietro……in salita.
Ci assale la disperazione.
Incontriamo dei boscaioli che ci consigliano una scorciatoia che ci dovrebbe portare fino alla strada principale.
Pur se il buon senso consiglierebbe di non avventurarsi su strade sconosciute, decidiamo unanimemente di prendere il sentiero indicatoci dai boscaioli che si infila in mezzo al bosco in ripida discesa e con fondo pessimo.
Ci perdiamo, non sappiamo come uscire dal bosco e veniamo anche assaliti da un nugolo di calabroni: parecchi pizzichi a testa, dolore folle, Filippo che sviene in preda alle convulsioni, temiamo lo schock anafilattico, si sta facendo notte e non sappiamo dove siamo e a chi chiedere aiuto……..
Fortunatamente per Filippo era solo paura, si riprende ed un gentilissimo cacciatore ci apre un cancello e ci indica la strada di casa: “Vi conviene fare questa salitella di 100 m e poi è tutta discesa fino alle macchine”.
Naturalmente la “salitella era più di un km con pendenza terrificante….Arriviamo alle macchine che è ormai notte con l’altimetro che indica un dislivello complessivo di quasi 1.400 ml.
Niente male per un giro da 4 palle, ormai il punteggio di 5 palle lo si da solo all’Everest in un giorno con partenza da Roma!!!!
Per il sottoscritto ed Antonio il dramma proseguiva: abbiamo atteso 2 ore che Filippo si facesse una iniezione di cortisone precauzionale e poi lo abbiamo seguito in autostrada per ogni evenienza, constatando che affronta l’autostrada come le discese in MTB raggiungendo in fondo ad un rettilineo vicino ad Orvieto la massima velocità  registrata sul percorso, pari a 82 km/h.
Alle 10,00 passate siamo finalmente a casa.
Un grazie alla nostra guida che forse ha sottovalutato le difficoltà  del percorso, ma ci ha fatto fare uno dei giri più belli della storia di Pedalando.

Pininfarina » 20 anni fa
macche' scherzi!, alessandro sorrentino e' un uomo pacatissimo e serioso, avra' preso qualche abbaglio sul percorso perseguitato dai scricchioklii della bici di filippo! a meno che quando fa la guida non si trasforma...

amaiorani » 20 anni fa
Siamo stati ragguagliati almeno 5 o 6 volte sulle vicissitudini dell'escursione e quindi io, Pininfarina, Budy, Brillo, Astino, MarcoMTB è come avessimo partecipato in quanto il buon Felipe non ha tralasciato manco un particolare.
Una annotazione!
Se anche il buon Mario Lupi ha trovato l'uscita faticosetta e con diversità  dalla descrizione doveva essere proprio tosta!

succisa » 20 anni fa


Se anche il buon Mario Lupi ha trovato l'uscita faticosetta e con diversità  dalla descrizione doveva essere proprio tosta!

"amaiorani"


MMMMMMMM conosco zona e percorso, nn mi sembra da piu' di 3-3.
Forse si e' aggiunto qualcosa di particolare.....

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