succisa
Una raccomandazione per la 24H.
Non serve a nulla conoscere il percorso dato che e' tutto piatto a parte l'unico passaggio tecnico.
Serve invece fare allenamenti specifici per il cross country (XC), ovvero avere la potenza esposiva in pochi minuti (15 min al max 30 min corrispondenti a 1-2 giri).
Non serve a nulla fare il percorso 7-8 volte ma a ritmo blando come ho visto fare nella ultime volte.
Serve invece fare un percorso (uno qualsiasi) ma avere il cuore in gola, sentire le gambe che urlano di dolore ma continuare a spingere, sentire i polmoni spaccarsi ma continuare a pompare aria, insomma dovete farvi il c@@@ come mai lo avete fatto nella vs. vita.
Bisogna abituarsi ad "andare oltre"....e tutto questo per pochi, maledetti , minuti.
Poi tutto finisce e ritorna la calma .
succisa
Una raccomandazione per la 24H.
Non serve a nulla conoscere il percorso dato che e' tutto piatto a parte l'unico passaggio tecnico.
Serve invece fare allenamenti specifici per il cross country (XC), ovvero avere la potenza esposiva in pochi minuti (15 min al max 30 min corrispondenti a 1-2 giri).
Non serve a nulla fare il percorso 7-8 volte ma a ritmo blando come ho visto fare nella ultime volte.
Serve invece fare un percorso (uno qualsiasi) ma avere il cuore in gola, sentire le gambe che urlano di dolore ma continuare a spingere, sentire i polmoni spaccarsi ma continuare a pompare aria, insomma dovete farvi il c@@@ come mai lo avete fatto nella vs. vita.
Bisogna abituarsi ad "andare oltre"....e tutto questo per pochi, maledetti , minuti.
Poi tutto finisce e ritorna la calma .
Caro Paolo,
ti darei pienamente ragione se si trattasse di 7 km in linea oppure a bastone!
Ci sono invece una infinità di curve secche, di curve su fondo sdrucciolevole, di curve con cambio di terreno .... il tratto che tutti definiscono "tecnico" è il famoso "panettone con successivo "cavatappi" è vero ma il fatto di conoscere il circuito permette di sapere praticamente a memoria (per chi, come il 70/80 % dei partecipanti non è avvezzo alle competizioni, me compreso) a sapere come poter ottenere il massimo risultato dai propri muscoli senza doversi spremere anche il cervello per capire cosa c'è dietro la curva!
Sia chiaro che quello che dici è sacrosanto! Se non dai il massimo (anzi di più) non puoi pretendere risultati migliori!
amaiorani
Il Prof.
Torpado
Concordo su quanto detto da Max69, personalmente non mi ci trovo con il padellone, preferisco con il centrale per evitare lo stallo in cima alla salitella.
Da tenere presente che il vecchio montarozzo si fa, quindi lo spazio per riaccellerare fino al panettone è minore rispetto a quanto si credeva. Dopo aver fatto il montarozzo si riattreversa l'acquedotto al terzo arco e da lì si riaccelera fino al panettone.
Io lo faccio così:
-una volta riattraversati gli archi accellero fino a raggiungere il muro di mattoni (a sostegno dell'acquedotto) che si trova praticamente di fronte al panettone usando il centrale e al posteriore progressivamente fino all'11,
-quindi giro a dx fino ad affrontare la salitella spingendo al massimo,
-immediatamente prima di affrontarla scalo 1 o 2 rapporti,
-smetto di pedalare fino alla cima dove dò un paio di pedalate.
Per il fossetto rimango con lo stesso rapporto, butto giù la bici senza paura e senza fare nient'altro, lei risale da sola e alla fine della risalita altra coppia di pedalate e sono fuori.
In questo modo mi trovo molto bene e non crediate che si vada piano con il centrale e l'11, quando mi alleno nella ricerca della massima cadenza, in pianura, raggiungo anche i 42 all'ora, se poi capita in falso piano favorevole anche di più, 47 km/h.
La massima accellerazione, comunque, la si ottiene sullo sterrato prima di buttarsi verso il panettone perché il terreno è favorevole a ciò. Pensare di accelerare al massimo solo tra il sentiero sterrato ed il panettone è sbagliato perché lo spazio è poco ed il terreno è sconnesso tanto da non permettere una velocità ottimale. Quindi, la velocità maggiore si prende sul sentiero e prima del panettone si dà il massimo.
Provate a farlo così poi mi direte.
succisa
Io lo faccio con il padellone, forzando la spinta nel tratto in pianura e smettendo di pedalare non appena inizia la salita. La bici va su da sola ed al massimo c'e' bisogno di alzarsi sui pedali per un colpetto finale nell'ultimo metro.
Per il cavatappi bisogna farlo piu' e più volte per capire la velocita' giusta.
Anche li' , il rapporto rimane sempre il padellone, basta un po' di velocita' e la bici scende e risale da sola, tu devi solo starci sopra e guidarla un pochino.
budy
io invece la prossima volta che andro' ad allenarmi al parco mi portero' pala e piccone, cosi' accorcio 'sto panettone del cacchio e ricopro la tomba! ah ah ah
Come ho detto, il fosso è meno difficile di quel che sembra, non bisogna avere paura, e non bisogna frenare prima di entrarci dentro altrimenti si rischia di non avere velocità sufficiente per riuscirne fuori. Ovvio che non bisogna esagerare con la velocità d'ingresso sennò è pure peggio, ma fermacisi dentro per poi risalire a piedi è quanto di peggio si possa fare perché, potrebbe non sembrare ma, è abbastanza ripido e profondo e quindi è più difficile farlo a piedi che non in bici. Se ti ci fermi dentro si crea un tappo di bikers estremamente pericoloso, non è questione di mettersi in coda ed aspettare che tu esca. Soprattutto il tuo immediato inseguitore potrebbe rovinarti addosso e farvi molto male tutti e due, non parliamone poi di notte.Ragazzi ma avete pensato che il giorno della 24 ore sarà un casino di bighe che sfrecceranno nello stesso momento ognuna alla sua velocità , anche ostacolandosi? Come si trova la velocità giusta se poi ci si deve adattare anche in base a quelli che ci camminano vicini? Per me ad esempio il fosso rimane un tabù e se lo lasceranno nel percorso come obbligatorio, io scendo e vado a spinta. Hai voglia poi ad aspettare dietro...
alexxangel
Il Prof.