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24 ORE MTB ROMA 2007 - 29/30 Settembre 2007


amaiorani » 19 anni fa


Una raccomandazione per la 24H.
Non serve a nulla conoscere il percorso dato che e' tutto piatto a parte l'unico passaggio tecnico.
Serve invece fare allenamenti specifici per il cross country (XC), ovvero avere la potenza esposiva in pochi minuti (15 min al max 30 min corrispondenti a 1-2 giri).
Non serve a nulla fare il percorso 7-8 volte ma a ritmo blando come ho visto fare nella ultime volte.
Serve invece fare un percorso (uno qualsiasi) ma avere il cuore in gola, sentire le gambe che urlano di dolore ma continuare a spingere, sentire i polmoni spaccarsi ma continuare a pompare aria, insomma dovete farvi il c@@@ come mai lo avete fatto nella vs. vita.
Bisogna abituarsi ad "andare oltre"....e tutto questo per pochi, maledetti , minuti.
Poi tutto finisce e ritorna la calma .

succisa

Caro Paolo,
ti darei pienamente ragione se si trattasse di 7 km in linea oppure a bastone!
Ci sono invece una infinità  di curve secche, di curve su fondo sdrucciolevole, di curve con cambio di terreno .... il tratto che tutti definiscono "tecnico" è il famoso "panettone con successivo "cavatappi" è vero ma il fatto di conoscere il circuito permette di sapere praticamente a memoria (per chi, come il 70/80 % dei partecipanti non è avvezzo alle competizioni, me compreso) a sapere come poter ottenere il massimo risultato dai propri muscoli senza doversi spremere anche il cervello per capire cosa c'è dietro la curva!
Sia chiaro che quello che dici è sacrosanto! Se non dai il massimo (anzi di più) non puoi pretendere risultati migliori!

quentin » 19 anni fa


Prego tutti i partecipanti alla 24H fornirmi i dati di nascita ( e' richiesto dall'organizzazione).
Chi non lo volesse fare pubblicamente sul sito, mi mandi una mail o un pm.

succisa

per motivi privati, ti ho mandato un messaggio privato

succisa » 19 anni fa



Una raccomandazione per la 24H.
Non serve a nulla conoscere il percorso dato che e' tutto piatto a parte l'unico passaggio tecnico.
Serve invece fare allenamenti specifici per il cross country (XC), ovvero avere la potenza esposiva in pochi minuti (15 min al max 30 min corrispondenti a 1-2 giri).
Non serve a nulla fare il percorso 7-8 volte ma a ritmo blando come ho visto fare nella ultime volte.
Serve invece fare un percorso (uno qualsiasi) ma avere il cuore in gola, sentire le gambe che urlano di dolore ma continuare a spingere, sentire i polmoni spaccarsi ma continuare a pompare aria, insomma dovete farvi il c@@@ come mai lo avete fatto nella vs. vita.
Bisogna abituarsi ad "andare oltre"....e tutto questo per pochi, maledetti , minuti.
Poi tutto finisce e ritorna la calma .

succisa

Caro Paolo,
ti darei pienamente ragione se si trattasse di 7 km in linea oppure a bastone!
Ci sono invece una infinità  di curve secche, di curve su fondo sdrucciolevole, di curve con cambio di terreno .... il tratto che tutti definiscono "tecnico" è il famoso "panettone con successivo "cavatappi" è vero ma il fatto di conoscere il circuito permette di sapere praticamente a memoria (per chi, come il 70/80 % dei partecipanti non è avvezzo alle competizioni, me compreso) a sapere come poter ottenere il massimo risultato dai propri muscoli senza doversi spremere anche il cervello per capire cosa c'è dietro la curva!
Sia chiaro che quello che dici è sacrosanto! Se non dai il massimo (anzi di più) non puoi pretendere risultati migliori!

amaiorani

Sai che esagero sempre un po' per enfatizzare le cose!
Per quanto riguarda il tratto tecnico da settembre chiedero' a Vettorel (come lo scorso anno) o qualche biker bravo se ci fa vedere come si affronta.
Io lo faccio con il padellone, forzando la spinta nel tratto in pianura e smettendo di pedalare non appena inizia la salita. La bici va su da sola ed al massimo c'e' bisogno di alzarsi sui pedali per un colpetto finale nell'ultimo metro.
Per il cavatappi bisogna farlo piu' e piu' volte per capire la velocita' giusta.
Anche li' , il rapporto rimane sempre il padellone, basta un po' di velocita' e la bici scende e risale da sola, tu devi solo starci sopra e guidarla un pochino.


max69 » 19 anni fa
Credo che il modo in cui affrontare il panettone e il cavatappi sia abbastanza soggettivo in funzione della potenza che si ha nelle gambe. Oggi li ho fatti 5 6 volte il panettone lo faccio bene con il centrale a velocita' sostenuta da seduto il primo tratto in salita senza pedalare, poi l'ultimo tratto in pedi pedalando e spostando il baricentro in avanti.
Comunque entrambi vanno affrontati andando veloci.

Torpado » 19 anni fa
Concordo su quanto detto da Max69, personalmente non mi ci trovo con il padellone, preferisco con il centrale per evitare lo stallo in cima alla salitella.

Da tenere presente che il vecchio montarozzo si fa, quindi lo spazio per riaccellerare fino al panettone è minore rispetto a quanto si credeva. Dopo aver fatto il montarozzo si riattreversa l'acquedotto al terzo arco e da lì si riaccelera fino al panettone.

Io lo faccio così:
-una volta riattraversati gli archi accellero fino a raggiungere il muro di mattoni (a sostegno dell'acquedotto) che si trova praticamente di fronte al panettone usando il centrale e al posteriore progressivamente fino all'11,
-quindi giro a dx fino ad affrontare la salitella spingendo al massimo,
-immediatamente prima di affrontarla scalo 1 o 2 rapporti,
-smetto di pedalare fino alla cima dove dò un paio di pedalate.

Per il fossetto rimango con lo stesso rapporto, butto giù la bici senza paura e senza fare nient'altro, lei risale da sola e alla fine della risalita altra coppia di pedalate e sono fuori.

In questo modo mi trovo molto bene e non crediate che si vada piano con il centrale e l'11, quando mi alleno nella ricerca della massima cadenza, in pianura, raggiungo anche i 42 all'ora, se poi capita in falso piano favorevole anche di più, 47 km/h.

La massima accellerazione, comunque, la si ottiene sullo sterrato prima di buttarsi verso il panettone perché il terreno è favorevole a ciò. Pensare di accelerare al massimo solo tra il sentiero sterrato ed il panettone è sbagliato perché lo spazio è poco ed il terreno è sconnesso tanto da non permettere una velocità  ottimale. Quindi, la velocità  maggiore si prende sul sentiero e prima del panettone si dà  il massimo.

Provate a farlo così poi mi direte.

budy » 19 anni fa


Concordo su quanto detto da Max69, personalmente non mi ci trovo con il padellone, preferisco con il centrale per evitare lo stallo in cima alla salitella.

Da tenere presente che il vecchio montarozzo si fa, quindi lo spazio per riaccellerare fino al panettone è minore rispetto a quanto si credeva. Dopo aver fatto il montarozzo si riattreversa l'acquedotto al terzo arco e da lì si riaccelera fino al panettone.

Io lo faccio così:
-una volta riattraversati gli archi accellero fino a raggiungere il muro di mattoni (a sostegno dell'acquedotto) che si trova praticamente di fronte al panettone usando il centrale e al posteriore progressivamente fino all'11,
-quindi giro a dx fino ad affrontare la salitella spingendo al massimo,
-immediatamente prima di affrontarla scalo 1 o 2 rapporti,
-smetto di pedalare fino alla cima dove dò un paio di pedalate.

Per il fossetto rimango con lo stesso rapporto, butto giù la bici senza paura e senza fare nient'altro, lei risale da sola e alla fine della risalita altra coppia di pedalate e sono fuori.

In questo modo mi trovo molto bene e non crediate che si vada piano con il centrale e l'11, quando mi alleno nella ricerca della massima cadenza, in pianura, raggiungo anche i 42 all'ora, se poi capita in falso piano favorevole anche di più, 47 km/h.

La massima accellerazione, comunque, la si ottiene sullo sterrato prima di buttarsi verso il panettone perché il terreno è favorevole a ciò. Pensare di accelerare al massimo solo tra il sentiero sterrato ed il panettone è sbagliato perché lo spazio è poco ed il terreno è sconnesso tanto da non permettere una velocità  ottimale. Quindi, la velocità  maggiore si prende sul sentiero e prima del panettone si dà  il massimo.

Provate a farlo così poi mi direte.

Torpado

io invece la prossima volta che andro' ad allenarmi al parco mi portero' pala e piccone, cosi' accorcio 'sto panettone del cacchio e ricopro la tomba! ah ah ah

alexxangel » 19 anni fa


Io lo faccio con il padellone, forzando la spinta nel tratto in pianura e smettendo di pedalare non appena inizia la salita. La bici va su da sola ed al massimo c'e' bisogno di alzarsi sui pedali per un colpetto finale nell'ultimo metro.
Per il cavatappi bisogna farlo piu' e più volte per capire la velocita' giusta.
Anche li' , il rapporto rimane sempre il padellone, basta un po' di velocita' e la bici scende e risale da sola, tu devi solo starci sopra e guidarla un pochino.

succisa

Ragazzi ma avete pensato che il giorno della 24 ore sarà  un casino di bighe che sfrecceranno nello stesso momento ognuna alla sua velocità , anche ostacolandosi?... :(
Come si trova la velocità  giusta se poi ci si deve adattare anche in base a quelli che ci camminano vicini...?... :veryangry:
Per me ad esempio il fosso rimane un tabù...e se lo lasceranno nel percorso come obbligatorio, io scendo e vado a spinta...Hai voglia poi ad aspettare dietro... :canna:

:smile:

alexxangel » 19 anni fa


io invece la prossima volta che andro' ad allenarmi al parco mi portero' pala e piccone, cosi' accorcio 'sto panettone del cacchio e ricopro la tomba! ah ah ah

budy


Ciao silvi... :felice:

sono perfettamente d'accordo con te...Dimmi quando decidi di andare...e si và .... :diablo:

Torpado » 19 anni fa

Ragazzi ma avete pensato che il giorno della 24 ore sarà  un casino di bighe che sfrecceranno nello stesso momento ognuna alla sua velocità , anche ostacolandosi? Come si trova la velocità  giusta se poi ci si deve adattare anche in base a quelli che ci camminano vicini? Per me ad esempio il fosso rimane un tabù e se lo lasceranno nel percorso come obbligatorio, io scendo e vado a spinta. Hai voglia poi ad aspettare dietro...

alexxangel
Come ho detto, il fosso è meno difficile di quel che sembra, non bisogna avere paura, e non bisogna frenare prima di entrarci dentro altrimenti si rischia di non avere velocità  sufficiente per riuscirne fuori. Ovvio che non bisogna esagerare con la velocità  d'ingresso sennò è pure peggio, ma fermacisi dentro per poi risalire a piedi è quanto di peggio si possa fare perché, potrebbe non sembrare ma, è abbastanza ripido e profondo e quindi è più difficile farlo a piedi che non in bici. Se ti ci fermi dentro si crea un tappo di bikers estremamente pericoloso, non è questione di mettersi in coda ed aspettare che tu esca. Soprattutto il tuo immediato inseguitore potrebbe rovinarti addosso e farvi molto male tutti e due, non parliamone poi di notte.

Per quanto riguarda la velocità  nel traffico degli altri che ti stanno accanto, questo è molto relativo in merito a quanta grinta ed energie hai da mettere in gioco. Chi ti sta accanto questo lo avverte da come gli pedali vicino e si regola di conseguenza sulla scelta della traiettoria o della velocità  che decide di prendere se nota che non ti decidi in tempo per affrontare un determinato ostacolo e/o curva.

Se ti trovi nell'immediato di una curva, o di una qualsiasi difficoltà , e ti trovi affiancata a qualcun'altro e non sei sicura di cosa farà  l'altro, 2 sono le scelte: scatti di forza sui pedali, ti porti davanti e ti prendi la precedenza oppure molli e lo lasci passare lasciandogli pure spazio adeguato.

Visto che si tratta di una gara, l'agonismo e l'adrenalina la faranno da padroni, la cosa importante è prendere le decisioni per tempo ed esserne sicuri fino in fondo e attuarle con decisione. Ieri a Manciano per esempio, mi sono trovato 2/3 volte molto vicino ad altri concorrenti che su una salita con una sola traiettoria pulita non ti fanno passare nemmeno volendo perché sono stanchi e non riescono a spostarsi. Cosa ho fatto? Ho preso tutte le energie del momento e li ho passati di forza andando sullo sconnesso maggiore fregandomene del fondo più o meno difficoltoso che c'era sotto le ruote. Ovvio che se non hai la voglia in testa di comportarti così, non ne avrai nemmeno la forza; non è solo un problema di allenamento è un problema di testa, ci si deve autoconvincere che certe cose le possiamo fare senza timori reverenziali verso niente e nessuno, nemmeno verso noi stessi. Naturale che così facendo le prime volte si può sbagliare e di conseguenza cadere, ma se non sbagli mai vorrà  dire che non hai osato mai e non saprai mai quali sono i tuoi veri limiti (che tra l'altro sono sempre suscettibili di spostamento sempre più lontano).

Spero di essere stato d'aiuto a te e a qualcuno'altro che, magari non lo dice ma, ha gli stessi dubbi e pensieri.

amaiorani » 19 anni fa
Per fare quello che dici robbè la curva dal sentiero non deve essere a gomito! Sarà  così?

Alessà  basta che quanno passo io te scanzi! Te dicono matts e sht perchè!

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