Il Prof.
emmemme883
Il bello del forum di Pedalando, è che ognuno la può sparare più grossa possibile.
Se si parla di esperienze personali passi, ma quando ci si lancia in pseudo spiegazioni tecniche, forse è meglio prima documentarsi.
Si può iniziare da qui:
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L'articolo è del 1997, anni luce nel campo delle full.
E i test confermano che in salita si spende meno energia con la full suspended rispetto alla front.
Il percorso
La salita sterrata in ghiaia ed acciottolato misura 2.2 chilometri, con un dislivello di 210 metri: la pendenza media è del 10.5 per cento. Ci troviamo a Casola Valsenio, in provincia di Ravenna, sull’Appennino Romagnolo. Per coloro che conoscessero la zona, il tratto di salita utilizzato per il test va dalla chiesa di San Ruffillo a Monte Battaglia.
I tester
Le prove sono state condotte da alcuni biker del Team FRM, sotto il diretto controllo di alcuni componenti della redazione di BdM. Sono stati scelti tre atleti di buon livello agonistico, due dei quali non hanno avuto alcuna esperienza di full suspended prima del test, mentre il terzo utilizza costantemente un mezzo di questo genere da diversi anni. Sandro Bandini è tre volte Campione Italiano Cross Country UISP di categoria, e pedala una full FRM Be Active; Oriano Termali è giunto terzo di categoria al Campionato Italiano Cross Country Uisp del 1996 con una front suspended FRM Hard Tail; Mauro Farolfi è un ottimo agonista con molti piazzamenti nelle gare amatoriali, tra le quali un undicesimo posto alla Rampilonga 1996 (Enti della Consulta, 2h49’26â€) con una front suspended FRM Hard Tail.
Come si guida una full suspended
Per ottenere il miglior risultato occorre tenere presente quali sono le situazioni nelle quali la full offre vantaggi rispetto alle concorrenti front. Primo suggerimento. La migliore scorrevolezza permette di affrontare le salite sterrate utilizzando meno potenza. Il maggior peso penalizzerà però i cambi di velocità , per cui non è consigliabile seguire a ruota il nostro avversario in ogni sua variazione di ritmo: meglio è mantenere la velocità costante o produrre lente progressioni, cercando di mantenere la velocità più elevata dove la bici produce i migliori risultati, ovvero nei tratti più dissestati e tecnici. E’ questo il punto dove riprendere il nostro avversario: in tal modo avremo consumato meno energia di lui. Se il percorso è ondulato, con frequenti cambi di pendenza, occorre sfruttare al meglio l’effetto volano della bici e la sua maggior scorrevolezza in discesa per riagguantare l’avversario all’attacco di ogni nuovo strappo. E’ necessario cambiare mentalità per non tentare di rimanere costantemente incollati alla ruota di chi ci precede, ma piuttosto risparmiare le proprie energie e saper sfruttare le migliori caratteristiche della bici in termini di scorrevolezza. Nei tratti tortuosi, con continui cambi di direzione e di velocità , la full è in condizione di mantenere più costante la velocità , per cui conviene trovarsi davanti al proprio avversario, per costringerlo ad ogni uscita di curva ad accelerare per riagguantarci. Seguendolo a ruota si è invece costretti a seguire le sue variazioni di ritmo, con accelerazioni che non sono ideali per il maggior peso della bici. Non alzatevi sui pedali quando accelerate: rimanendo seduti in sella la sospensione lavora maggiormente, e questo consente di assorbire le asperità in modo migliore. Lasciate che sia il vostro avversario a doversi alzare sui pedali per rilanciare: il suo corpo deve funzionare da sospensione per assorbire gli urti, per cui difficilmente potrebbe rimanere seduto in sella, mentre voi non avete questa necessità . Concentratevi a pedalare con una cadenza costante o in leggera progressione, e la bici vi seguirà docilmente.