cronistoria di 24 ore da single
venerdì 26ore 9:00Ci siamo, domani si inizia...ho aspettato e temuto tanto questa 24H da solitario, non sapendo come affrontare questa che più la guardo da vicino più mi sembra una pazzia. In questi giorni non ho avuto molto tempo per pensarci, tra lavoro e qualche preoccupazione personale, per fortuna senza seguito. Ma ci siamo. Come andrà ?
Con Torpado iniziamo a montare le tende, quella di Giangi già bella e montata va spostata,la nostra location è cambiata. Frw e LionHeart ci aiutano a spostarla. Se ne va quasi tutta la mattinata. Per fortuna arrivano rinforzi, willi e prophet. Monto anche la mia tenda, meglio una in più, spazio ne abbiamo.
ore 12:30Mentre il campo si anima di tende e camper da ogni dove, si scambiano chiacchiere ed impressioni con tanti. Sembra che l'organizzazione quest'anno abbia fatto tanti passi in avanti rispetto allo scorso anno. Docce e bagni sono ottimi, evviva!
Con willi proviamo a fare un paio di giri sul percorso finalmente completo, senza affanno. Ci mettiamo circa 25 minuti. Decido che quello dovrà essere il mio tempo di riferimento domani. Il tratto dopo Ponte Milvio è uno scrollaossa...come riuscirò a resistere 24 ore?
ore 14:00Ritiro il pacco gara, bellissimi gli occhialini, da soli valgono il prezzo dell'iscrizione. Torpado si prepara intanto a partire con il primo gruppo di una settantina di bikers in giro per Roma: l'anno scorso c'ero anch'io ma quest'anno non ce la posso fare, devo ancora preparare tutto. Mi avvio verso casa...e comincia a salire la tensione
ore 22:00Ormai è tutto pronto, luci, abbigliamento, cibo, integratori...avrò dimenticato qualcosa? Provo a dormire ma mille fantasmi si affollano. Ma chi me lo ha fatto fare?
sabato 27ore 8:15Sono già al parco degli acquedotti, alle 5:00 ero già sveglio e così mi sono avviato prestissimo. Tutto o quasi tace ancora, trovo un solitario come me, da genova...non ricordo il nome, mi pare Marco. Ha la sua tendina vicino alle nostre, fa colazione dopo aver dormito lì, è un veterano delle 24H da singolo, ci scambiamo qualche impressione e un grande in bocca al lupo. "
Mi raccomando, bevi molto" si raccomanda.
Incontro Torpado, anche lui ha dormito lì, ha preparato con meticolosità questa 24H, ci scambiamo qualche sguardo denso di preoccupazione. Cominciano ad arrivare anche altri pedalandi, ed ogni incontro è una carica di energia positiva. Arriva Magura/Iguanasapiens e andiamo a ritirare il suo pacco gara. Parliamo di strategia...ma io non so proprio come affrontare questa 24H. Quante soste? Quanto riposare, quanto e come mangiare? Quanto e come bere? Vabbé, comunque vada sarà un successo anche solo per esserci stati
ore 11:00Finalmente ci siamo tutti o quasi. Gli stand di Pedalando sono uno spettacolo di gente, di allegria, con uno spirito di gruppo che tutti ci invidiano. Tra Giangi che je dà giù mazzetta per sistemare il cavalletto delle bici, si ride, si scherza, si fa pretattica...che bello essere qui!
Si fa la foto di gruppo. C'è pure il Baronerosso, è arrivato finalmente! Ammazza quanti semo! Mimmoginko conta...siamo
'na cifra!. Sta foto la vojo! Facciamo una seconda foto facendo una OLA....tutti quelli che passano ci guardano con ammirazione ed un pizzico di invidia. Beh! Miglior inizio non poteva esserci.
Poi vedo succisa in grembiule, mimmoginko che si da da fare, Sparv che prepara caffé, e tanti altri amici ed amiche che vengono a trovarci. E' uno spettacolo
ore 11:50ci prepariamo a partire, stile Le Mans, con partenza a piedi per prender le bici. Noi solitari ci mettiamo in fondo al gruppo. Avremo un ritmo basso...25 minuti a giro il mio riferimento. Troppo veloce? Troppo lento?
Magura si dimentica il casco e corre a prenderlo...ma stiamo partendo! Magura che combini? Eccolo che arriva...dai, muoviti! Facciamo la foto e si parte! Corriamo a velocità di bradipo verso le nostre bici si inforca e via, piano piano che 24 ore sono lunghe. Mentre parto mi frullano le parole di pantani in testa "vai piano" beh! 25 minuti a giro? "no, più piano".
La tensione si scioglie in un attimo appena si inizia a pedalare. La bicicletta è terapeutica.
Perdo di vista Torpado e Magura, che sono più avanti di me, siamo io e Lobo nel primo tratto...e Pininfarina? Anche lui non so dove sia. Ritroviamo Magura poco dopo e completiamo i primi giri. Siamo freschi ed andiamo veloci sotto la soglia di quei 25 minuti. "vai piano" mi suggerisce il grillo parlante dentro di me.
ore 14:30Faccio la prima sosta dopo 8 giri. E' già un piccolo traguardo, cominciare ad avvicinarsi ai numeri a 2 cifre. Ma come faremo ad arrivare alla notte? E a superarla?
Non ho mangiato molto prima di partire, un po' per la tensione. Ora ingurgito la mia scodella di riso lasciata a metà in mattinata.
Succisa si offre di preparare pasta per la prossima sosta. Rampichino e Willi mi riempiono le boracce mentre sto girando. Bevo molto, a piccoli sorsi, regolari, una borraccia va via ogni 2 giri, per paura dei crampi che tormentarono Magura lo scorso anno. Bevo anche troppo, forse e mi devo fermare ogni tanto per eliminare i liquidi in eccesso.
ore 16:30Seconda sosta, ci avviciniamo alle 6 ore. Un quarto di 24H. E' già un bel traguardo. Bisogna ragionare a piccoli obiettivi, altrimenti si molla. Mangio e bevo con regolarità mentre pedalo, quando mi fermo non ho bisogno di compensare. Però un caffè ti aiuta, è come un piccolo premio per esser arrivato a tanto. Bisogna incentivarsi anche così: fai un altro giro ancora che poi ti fermi e ti prendi un bel caffé.
Il Pirata è lì ad incoraggiarti ad ogni passaggio. Chiedo informazioni degli altri solisti, Torpado ha avuto un problema con la bici. Che sfiga! Queste sono cose che ti cambiano una giornata.
Lobo è sempre scanzonato e mi da una bella mano a stemperare. Ci sono quelli che "riposano" dei
Lions, dei
Veterans, dei
Tigers, delle
senatrici, dei
tacci tua (o come demone si chiamano)...ti danno una grande carica ogni volta che ti fermi, anche solo a vedere che sono lì.
ore 18:30E' ora di montare le luci. L'imbrunire si avvicina. La notte, la lunga notte che deve passare. Quasi 12 ore di buio, mezza 24H. Abbiamo fatto così tanti cicloaperitivi che non dovremmo aver paura del buio.
Quanto dureranno le pile? Ne preparo una scorta da portarmi dietro. Mi cambio prima di ripartire, meglio pantaloncini freschi e maglia asciutta. Anche questo è un piccolo premio che ci concediamo per aver resistito fino a questo punto.
ore 20:30E' già buio da un pezzo, decido di fermarmi. La polvere è tanta e sembra aumentare ad ogni giro: è lei il peggior nemico da combattere, più della stanchezza che comincia ad affiorare, più della voglia di mettersi al calduccio del sacco a pelo ad ogni sosta, più della voglia di stare in compagnia a ridere e scherzare.
Gli occhi cominciano a risentirne. Tolgo le lenti a contatto e metto gli occhiali da vista per far riposar l'occhio.
Prendo il lettore MP3 per farmi compagnia in questa lunga notte, la musica ti da una bella carica.
ore 22:00La situazione polvere peggiora. Gli occhiali da vista non sono avvolgenti e non proteggono dalla polvere. Mi dovrò fermare un paio di volte prima di realizzare che è il caso di lasciare gli occhiali da vista e mettere quelli da bikers con lenti trasparenti, solo così comincio ad avere un po' di sollievo. Ma non rimetto le lenti a contatto per non rischiare di affaticar gli occhi ancor di più: sono miope, ma non di molto, non vado a velocità folli e ormai conosco ogni metro del percorso a memoria.
La situazione migliora nettamente.
domenica 28ore 2:30E' crisi. Gli occhi sono gonfi, ci metto 10 minuti a pulirli e a riuscire a mettere a fuoco le cose intorno a me. Mi cambio e mentre sono in tenda vinco la tentazione di mettermi dentro il sacco a pelo. Esco a scambiare 2 chiacchiere con i nottambuli della 24H. Pininfarina mi incoraggia a non mollare, anche lui con occhi gonfi iniettiati di sangue. Dagli sguardi che mi rivolgono la Manzanilla e MTBond, mi sa che pure io non ho un bell'aspetto. Sto per cedere un'altra volta. Non per la fatica, ma per la sofferenza della polvere. La mattina dopo apprendo che tanti hanno desistito dal proseguire proprio per questo problema. All'improvviso, mentre sto per capitolare decido di partire e di fare almeno un giro.
Faccio fatica a tenere gli occhi aperti, ho fatto una sosta di quasi mezz'ora ed ora ripartire è più dura, sento le gambe dure e ho brividi di freddo, ma almeno un giro ormai lo devo fare, poi lo so che pedalando ci si scalda. Passa il freddo ma arriva il sonno, un paio di volte mi sembra quasi di sbandare per un colpo di sonno...forse solo un'impressione. Ma voglio completare almeno quel maledetto giro che mi ero ripromesso. Arrivo al traguardo ed il sonno è sparito. Il freddo pure. Gli occhi? Non sento fastidio. Ce la posso fare! Continuo a girare.
ore 4:00E' lunga la notte ma tra poco finisce. Anche quelli della protezione civile e i fotografi sono andati a riposare, si vedono solo bikers lungo il percorso. Ormai hai imparato a spostarti nella traiettoria giusta in anticipo quando sopraggiunge da dietro una luce veloce. Tutti o quasi sono educati e ti segnalano se passano a destra o a sinistra, permettendoti di tenere la tua traiettoria.
Mi dicono che sono in buona posizione, che sto andando bene. Ma non mi importa di che posizione ho. C'è sempre qualcuno che va più forte di te. La sfida è con me stesso.
Coraggio, addà passà a nuttata!
ore 6:30Comincia ad albeggiare. Tra poco arriva la luce. Mi prende un'euforia che mi da una carica decisiva.
E' fatta è fatta!, dico dentro di me. Quando mi fermo a togliere le luci, Fisio mi prepara il caffé, Pantani (il mio mister segreto) mi aiuta a smontare le luci, Lobo mi guarda quasi a dirmi: brutto bastardo, guarda che stai combinando!
Riprendo a pedalare e mi sento un leone. Vado sull'euforia della luce che illumina e riscalda l'animo, e faccio i miei giri migliori, veloci, in scioltezza.
Ma mancano ancora 5 ore. Sono tante ancora
ore 9:00Cosa sono 3 ore di fronte a 24? Ne hai già fatte 21 a pedalare! Eppure quelle 3 ore che mancano sembrano non voler passare mai.
Forse ho mangiato qualcosa che mi è rimasto sullo stomaco, non riesco a digerirlo. Qualche rigurgito della banana, qualche doloretto al ventre, la sensazione di vuoto alle gambe che sopraggiunge, gli occhi affaticati e gonfi di polvere e sonno mancato.
Rallento il ritmo ma non posso fermarmi. Non riesco più a mangiare le barrette, mi nauseano. Il fisico è forse al limite, forse ho sbagliato qualcosa...ma come si fa a fare le cose giuste?
Ci siamo, ormai, ci siamo. Resisti Janto!
ore 11:00Non ce la faccio più. Mi fermo. Stavolta mi fermo davvero. Ho contato 50 giri. In realtà poi scoprirò di averne contato 2 di troppo. Ma è un traguardo che non avrei mai immaginato alla vigilia.
Mi fermo allora per mezz'ora. Faccio riposare gli occhi che fatico a tenere aperti. Pedalopoco mi offre dei fazzoletti per ripulirmi un po'. Mangio, ascolto le chiacchiere dei pedalandi ormai esausti come me.
La mia dolce metà arriva al villaggio per ricordarmi che in fondo sono single solo per 24 ore. Allora riparto per fare l'ultimo giro quando manca meno di mezz'ora alla fine. Che fatica rimettersi in sella e ripartire. Ma è l'ultimo, l'ultimo davvero.
Arrivo nei pressi del traguardo che ancora non è scoccato il gong, aspetto che arrivino i vincitori del circuito e solo dopo passo anch'io.
Le senatrici sono lì ad esultare, che bella euforia! Sono orgoglioso di conoscere queste ragazze.
Ma anch'io ho vinto! Ho fatto la mia 24 ore. E' straordinario scoprire quanto è possibile tirare fuori da se stessi: tutti noi, nessuno escluso, abbiamo delle risorse interiori che nemmeno immaginiamo di poter avere.
Fare una 24h è soprattutto una questione di testa, mi diceva Lobo. E siamo stati lì a stimolarci l'un con l'altro per cercare di non desistere e di spostare il limite un poco più in là .
350 km tutti in una botta....miiii! In fondo ne hai fatti solo 160 in meno del primo solitario, mentre la
superTonica di Folcarelli & company ne ha fatti 690. Ma la mia misura è quello che per me sembrava irraggiungibile un anno fa, od anche solo un giorno fa.
ore 13:00Dopo una doccia ristoratrice e il pranzo, smonto la tenda e scappo via. Vorrei esultare con le senatrici sul podio, scambiare le ultime battute e i saluti, dare una mano a smontare le tende e i gazebo.
Ma non ce la faccio. Non è tanto la stanchezza, ma quanto che ho gli occhi a pezzi: mi ci vorranno 36 ore per tornare ad una situazione di normalità , tra colliri e risciaqui.
Un grande rammarico: come solitario ho dovuto pensare molto di più a me stesso e condividere poco i momenti esaltanti dello stare in compagnia.
Ma qualcosa mi è comunque rimasto. Siamo un grande gruppo!
martedì 30ore 9:00Quasi 48 ore dopo, si torna lentamente alla normalità . Una notte ancora piena di adrenalina ed in parte insonne ha partorito questo racconto, che certo nessun pazzo leggerà per intero.
Mi domando se davvero sono stato lì in mezzo al pazzo disorganizzato caciarone gruppo dei pedalandi. Mi rivedo in foto e poi la sensazione di gambe indurite mi raccontano che sì,
ci sono stato anche ioQualche foto, poche, prima della partenza e poi all'arrivo
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